Castagni, come funziona la coltivazione

La coltivazione delle castagne appare un’impresa ardua, ma i castagni sono piante maestose e vale la pena applicarvisi un po’ di più.

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Come spiegavamo in un altro post, è bene munirsi di almeno due piante di castagno per cominciare: una che sia maschile e una che sia femminile, al fine di ottenere una buona produzione di castagne. La piantumazione deve avvenire nella stagione fredda, quindi a partire dall’autunno: in commercio esistono già piante innestate con castagno selvatico, altrimenti i meno avvezzi al giardinaggio potrebbero avere dei problemi a farlo.

Le piante devono essere collocate ben distanziate: ricordate, come spiegavamo in un altro post, i castagni giungono a un’altezza di ben 30 metri, mentre il diametro della loro chioma arriva anche a 15 metri. La coltivazione dei castagni è sconsigliata laddove vi sia un terreno carsico, mentre la terra deve avere un ph neutro oppure acido per dare buone castagne. Nella buca per la piantumazione, profonda una decina di centimetri, va inserita una miscela di concime a base di perfosfato minerale, solfato di potassio e letame maturo.

All’inizio è meglio ricorrere a un paletto di sostegno per la pianta appena piantata: il castagno è molto sensibile e quindi ha bisogno di essere “accompagnato” inizialmente nel suo viaggio di crescita. È bene che il paletto sia in plastica, per evitare eventuali parassiti.

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