Castagne, come funziona la produzione

La produzione di castagne rappresenta un capitolo affascinante sull’argomento: ecco cosa significa per la storia dell’economia italiana e come si può fare in piccolo, nel proprio giardino.

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Qualunque cosa abbia a che fare con il settore agroalimentare, in Italia, rappresenta una grossa risorsa economica. La castagna, la sativa mediterranea che impera nel Belpaese, è uno dei simboli di queste risorse: la recente lotta al cinipide e quella precedente al mal d’inchiostro e al cancro della corteccia lo testimoniano. La scomparsa di castagni e castagne sarebbe una perdita senza precedenti, per questa ragione si cerca di tutelare un patrimonio che il tempo ha comunque ridotto, ma che dà segnali di crescita.

Attualmente le regioni più ricche di castagneti sono quelle in cui le colline digradano fino alle montagne, come il Piemonte, la Sicilia, il Lazio e, naturalmente, la nostra bella Campania. Dove a partire dalla tempestiva, dalla fine dell’estate al tardo autunno, la raccolta delle castagne segue molte, moltissime varietà.

I castagni, che sono piante molto longeve, possono anche essere coltivati in casa, ma bisogna prima aver presente che il castagno europeo è una pianta enorme – di altezza fino a 30 metri e di diametro fino a 15 metri per quanto riguarda la chioma – quindi il vostro giardino deve avere delle dimensioni considerevoli se ne volete piantare alcuni. Per due soli, anche un giardino di medie dimensioni, in cui vi siano anche altri alberi da frutta, va benissimo: ne servono due perché una deve essere la pianta maschile e l’altra la pianta femminile, come avviene, per esempio, per il fico e il profico.

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