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La Sagra della Castagna di Vallerano, per degustare la castagna DOP

Le bontà del viterbese nella Sagra della Castagna di Vallerano

Ben più che una sagra, ma quasi una mostra mercato. È la Sagra della Castagna di Vallerano in provincia di Viterbo, che si tiene tutti i sabati e le domeniche di ottobre e novembre ogni anno. È una zona splendida quella del viterbese, non solo le città sono ricche di storia e di tradizione, con le loro architetture antiche e gli altri beni culturali, ma la zona è piena zeppa soprattutto di beni culturali. Tra questi non può non spiccare la castagna, prodotto principe delle aree di collina e di montagna, che in cucina si presta a molteplici utilizzi.

Non bisogna dimenticare che la castagna di Vallerano è poi una castagna molto speciale: dal 2009 è infatti entrata nel registro di aDenominazione di Origine Protetta, conquistandosi così il marchio DOP. Non è una conquista da poco: sono soltanto 115 i prodotti italiani che l’Unione Europea ha considerato meritevoli di tale titolo e, pensando a quanti prodotti agroalimentari esistano in Italia, si comprende come si tratti davvero di una questione molto speciale.

La castagna è una coltura tipica di Vallerano ed entra a pieno titolo tra le voci delle entrate economiche della zona: qui ci sono ben 635 ettari di castagneti e la castagna è una coltura tradizionale e millenaria. Sebbene sia la protagonista della sagra, la castagna di Vallerano però solitamente è in buona compagnia: accompagnano l’evento anche mostre canine, donazioni di sangue, musica, in particolare folk, e altre manifestazioni, ma anche degustazioni vinicole. Il vino con la castagna è assolutamente un must: mai provate le caldarroste con un buon bicchiere di rosso locale? È consigliatissimo nelle sere d’autunno quando ci si riunisce di fronte al fuoco, è sano ed è anche buono.

Durante la Sagra della Castagna di Vallerano, si effettuano escursioni guidate nel centro storico, degustazioni di vini con la presenza delle cantine cittadine e dei comuni limitrofi, ma anche distribuzione di caldarroste, che sono buone buone e tengono caldi le mani e il cuore.

Sagra della Castagna di Civitella Licinio, il sapore del sottobosco

Il sottobosco e le castagne protagonisti della Sagra della Castagna di Civitella Licinio, che ricorre ogni anno a ottobre.

Il bosco e i suoi sapori sono tutti da scoprire, dalle castagne ai funghi. È con questo spirito che nasce la Sagra della Castagna di Civitella Licinio, frazione di Cusano Mutri in provincia di Benevento. La sagra si tiene solitamente la terza settimana di ottobre e viene ospitata in un luogo meraviglioso, com’è il Parco Regionale del Matese. Sono quasi trenta anni che questa sagra viene replicata con grande successo, ma quali sono i suoi ingredienti, i suoi pezzi forti?

Questa sagra della castagna nasce con lo scopo di promuovere la conoscenza e gli utilizzi della castagna e degli altri frutti del bosco e del sottobosco. Gli utilizzi della castagna sono infatti molteplici: si parte con le più classiche caldarroste, calde calde che escono dal fuoco ed evocano solo pensieri di genuinità, di affetti, di persone care, di confidenze intorno alla fiamma che divampa di fronte alle nostre risate.

In questa sagra non ci sono momenti semplicemente dedicati alla degustazione, delle castagne e di altri prodotti tipici locali che vengono cucinati secondo le ricette della tradizione, ma si possono anche visitare alcune zone del Matese, come la Forra del Titerno, i Pianori del Campo e di Chianezza, i castagneti e molto altro ancora. Non manca neppure la musica e l’intrattenimento, come per ogni sagra che si rispetti.

Tra canti, balli, luoghi da visitare, non bisogna però scordare che la protagonista è la castagna, che da sempre in queste, come in altre zone collinari e montuose, rappresenta non solo un mezzo nutrizionale di sostentamento ma anche una voce importante dell’economia, attraverso le esportazioni e le vendite nazionali. La castagna poi rappresenta come siamo, com’è l’essere umano: la scorza rappresenta il corpo, quella corazza o maschera che ci consente di affrontare la vita di ogni giorno, l’interno morbido e dolce, ma non troppo, che simboleggia la nostra anima, da condividere solo con chi amiamo.

Sagra della Castagna di Montella, work in progress

La Sagra delle Castagne di Montella 2013 è al vaglio degli organizzatori e dovrebbe tenersi, come ogni anno, nella seconda settimana di novembre.

Ma perché è importante la castagna di Montella?

Allo spuntare delle castagne spuntano anche la Sagre della Castagna. È abbastanza normale e anche giusto: ogni medico, ogni nutrizionista consiglia sempre di nutrirsi di frutta e verdura di stagione e per quello che riguarda le castagne, belle, buone e sane, è la stessa cosa. E poi ci sono le caldarroste, una preparazione piuttosto semplice, forse la più amata di tutte

Tra le sagre della castagna che si svolgono in tutta Italia, da segnalare è la Sagra della Castagna di Montella: l’organizzazione è, al momento in cui scriviamo, al lavoro per l’edizione del 2013, quindi al momento non esiste un programma ben definito. Una cosa è certa: la protagonista sarà lei, la castagna di Montella, centro in provincia di Avellino. La castagna di Montella cresce su terreni vulcanici e il clima offre per la coltura dei castagneti, che sono molto molto diffusi, e con grande successo.

La castagna di Montella viene prodotta nei comuni di Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Volturara Irpina, Nusco, Montemarano e naturalmente Montella. Ne esistono molte varietà, ma la più comune, che rappresenta la stragrande maggioranza della produzione, è quella della varietà palommina. Le altre varietà prendono il nome secondo il paese in cui sorgono e sono soprattutto di natura selvatica, ma non per questo meno gustose. Tutte le varietà si prestano a essere preparate come caldarroste e anche in mille altre preparazioni.

Vengono preparate e vendute esattamente come tutte le altre castagne, ossia fresche, secche e in barattolo. Anche perché la castagna di Montella è così famosa che il 75% della produzione viene esportata, il 50% negli Stati Uniti, il 25% in Europa e la restante porzione finisce sui mercati italiani. Naturalmente, è da provare assolutamente, in tutti i modi che vi vengano in mente.