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Caldarroste: cos’ha di speciale Roccamonfina con la sua primitiva

Caldarroste e primizie: perché la primitiva di Roccamonfina è così speciale. Spoiler: tutto ha a che fare con il territorio su cui crescono questi castagni.

Nello scorso contributo su questo blog abbiamo concluso dicendovi che i modi in cui vengono raccolte le castagne primitive di Roccamonfina rimangono spesso tradizionali (e infatti sono buonissime per la trasformazione in caldarroste), quelli dei nostri avi, e sono giunti fino a noi per rendere la raccolta e tutta la filiera delle castagne ecosostenibile.

Ma, riguardo al territorio di Roccamonfina, quali altre sono le caratteristiche? Innanzitutto, come sa chi ci abita o ci va per una piacevole passeggiata fra i boschi, è ricco di castagni, e il suolo vulcanico, unito ad altre particolarità, rendono la castagna locale di assoluta qualità nel panorama nazionale.

Ciò ha portato il frutto a diventare una parte importante dell’economia locale, e per fortuna il clima e il suolo della montagna aiutano: i castagni qui nascono addirittura in modo spontaneo, e vengono curati con tecniche tradizionali, come abbiamo già scritto. E tutta questa cura al prodotto a cosa porta per il fruitore, per noi che acquistiamo e mangiamo la prelibatezza?

In zona non mancano feste e sagre che hanno come protagonista la castagna, anche per incentivare il mercato che parte da qui e si estende in tutta Italia. Sono ottime occasioni per conoscere qualcosa in più sulla primitiva di Roccamonfina, e lo stesso vale facendo una bella chiacchierata con le persone che vivono ogni giorno il territorio di Roccamonfina.

Immaginate a tal proposito di andare a cercare a Roccamonfina il fresco nei periodi caldi dell’anno. Dopo una delle tante curve, vi si para davanti un’oasi immersa nel verde, e vi fermate, sicuri di mangiare dell’ottimo cibo. Ovviamente non rimanete delusi, tra funghi, carni e altri prodotti a chilometro zero, oltre alle castagne.

Castagne fresche in vendita

Castagne fresche in vendita: la primitiva di Roccamonfina

Tra le castagne fresche in vendita, non può mancare sulle tavole d’Italia la cosiddetta primitiva di Roccamonfina, una primizia campana che cresce su alberi in suolo vulcanico.

Tempo di castagne fresche in vendita e siamo nel bel mezzo di quel meraviglioso periodo dell’anno in cui è disponibile la castagna primitiva di Roccamonfina. È la prima, da cui appunto il nome, castagna dell’anno, difatti è già pronta per essere raccolta a fine agosto, rispetto a settembre, ma anche ottobre e in alcuni casi novembre, di altre tipologie.

A cosa è dovuta questa particolarità? Ci possono essere molteplici risposte, forse legate al posto in cui crescono e maturano le piante di castagno. Questa in particolare si trova infatti nel territorio di Roccamonfina, in provincia di Caserta, e cresce su un terreno vulcanico, quindi particolare ma anche ricco di nutrienti per le piante. Non a caso, nella zona non sono rari i castagneti, e così non è raro il frutto, sempre che le condizioni atmosferiche della stagione siano state clementi.

Poi, sempre che il tempo sia stato appunto clemente e adatto alla crescita del frutto, si può avere una qualità notevole e versatile, con la castagna da utilizzare in qualsiasi tipo di ricetta, dolce o salata, a partire naturalmente dalle più classiche e immancabili caldarroste.

Presto e bene raro avviene, recita un vecchio adagio, ma in questo caso la primitiva di Roccamonfina rappresenta quella rarità: come detto è un prodotto di alta qualità, e non è l’unico lato positivo. La sua produzione infatti è legata spesso a tecniche tradizionali, tramandate dai nostri avi a chi se ne occupa al giorno d’oggi, e sostenibili, che contribuiscono a preservare la biodiversità e la cultura locale. Cosa si cerca di più in un prodotto della terra? (È una domanda retorica, la risposta è: un bel niente).

Acquisto castagne online

Acquisto castagne online: come le castagne giungono alla tavola

Acquisto castagne online, dall’albero alla tavola: così le castagne non giungono per magia dal produttore al consumatore, sebbene tutti questi processi siano fortemente affascinanti.

Acquisto castagne online, cosa sapere di tutte le fasi di produzione. Se vi è mai capitata la fortuna di camminare, in autunno, in un bosco fresco e pieno di vita, tra foglie colorate che cadono dagli alberi e piccoli animali che fanno capolino qua e là, avrete notato i castagni, piante in quel periodo dell’anno piene di dolci frutti.

Ebbene, vi siate mai chiesti come fanno le castagne, chiuse nel riccio, ad arrivare sulla nostra tavola pulite e pronte per essere cucinate e mangiate? La raccolta e la produzione delle castagne comprende molte fasi, delicate e da compiere con grande attenzione, per scegliere solo i pezzi migliori in base all’utilizzo che ne dovrà essere fatto. Si parte prima di tutto con la raccolta, che come tutti sanno va fatta proprio in autunno.

A questa segue la pulizia. I ricci vengono aperti e dunque estratti i frutti, le castagne. Piccola curiosità: in realtà le castagne sono i semi del riccio, che è tecnicamente il vero frutto della pianta. Dicevamo, le castagne sono anche divise da foglie e altri corpi estranei, nonché dalle impurità perché siano pronte alla terza fase.

Una volta raccolte in ceste di vimini, si passa alla selezione: sono cioè divise in base alla qualità e alla dimensione. Per capirci, le castagne che entreranno nel mercato delle caldarroste dovranno essere grandi, perché siano appetibili già dalla vista e perché più facili da cucinare restando morbide nel centro (le piccole correrebbero il rischio di bruciare). Le castagne più piccole sono invece ottime per marmellate e altre preparazioni, dato che il gusto squisito è identico per qualunque dimensione della castagna.

Una quarta fase intermedia tra selezione e trasformazione, è la conservazione, perché non sempre il mercato chiama nell’immediatezza della raccolta. Le castagne possono essere conservate in un luogo fresco e asciutto, in capienti ceste di vimini, molto traspiranti. Altra piccola curiosità: le ceste in vimini furono forse il primo manufatto creato per l’agricoltura dall’uomo nel Neolitico, 12.000 anni fa, quando divenne stanziale e cominciò a coltivare la terra.

Come abbiamo accennato, la quinta e ultima fase è la trasformazione: le castagne che non vengono immesse sul mercato intere, per diventare delle squisite caldarroste, che fine fanno? Vengono appunto trasformate: triturate, oppure cotte, o ancora trattate con zuccheri, per creare la farina di castagne, i marroni canditi, la marmellata e tanto altro. Un prodotto altamente versatile, come abbiamo visto, ma che ha bisogno di tanta cura e dedizione per arrivare sulle nostre tavole.