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Marroni glassati

Marroni glassati, un dono gustoso e delizioso

I marroni glassati piacciono davvero a tantissime persone: questo li rende il regalo ideale per ogni occasione.

Marroni glassati

Ci sono delle occasioni in cui non sappiamo mai cosa donare. L’inaugurazione di una nuova casa, la promozione di un collega, una cena tra amici non proprio strettissimi, ma anche il compleanno di una zia anziana che magari ha tutto e non le serve nulla. È in questi casi che i marroni glassati diventano davvero molto preziosi, perché rappresentano il dono adatto quando si conosce poco il destinatario.

In generale, cibo e prodotti tipici sono sempre un dono perfetto e non troppo intimo, ma con i marroni glassati si va quasi sul sicuro. Perché piacciono a moltissime persone, ma comunque bisogna ricordare che potrebbero non piacere a tutti. E allora che si fa? Naturalmente non bisogna disperare, soprattutto se chi riceverà i marroni glassati vive con altre persone (statisticamente parlando, in una famiglia ci sarà sempre qualcuno che impazzirà di gioia per un regalo simile).

L’escamotage perfetto è però un altro. Regalare i marroni glassati sì, ma aggiungere anche qualcos’altro. Niente di troppo impegnativo, ma qualcosa che dia completezza al vostro cadeau. Come per esempio qualcosa da bere: gettonatissimi i digestivi alle erbe o a base di frutta, come mirto, limoncello, finocchietto, alloro e simili. Ma non bisogna mai sottovalutare il ruolo di una buona grappa. Se neppure così il vostro dono dovesse avere successo, fatevene una ragione: a caval donato non si guarda in bocca, tuttavia è anche giusto che il gusto personale abbia la sua importanza, ma il vostro ospite è davvero incontentabile.

Come inventare un dolce a base di castagne

I dolci a base di castagne sono i più amati in assoluto: ma come si fa a inventare un dolce con questo frutto fresco o secco?

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I dolci a base di castagne si basano su un equilibrio delicato. Come il Mont Blanc, tanto decantato da Nanni Moretti nel film “Bianca”: è il connubio panna e castagna a essere vincente, senza l’uno o l’altro il dessert non sarebbe lo stesso. Ma quando si vuole essere eccentrici rispetto alla tradizione, quando si vuole inventare qualcosa di proprio, come si fa?

L’esperienza aiuta e, se non si vuole cadere nel tranello che le castagne possano essere utilizzate solo ed esclusivamente come decorazione, è meglio cominciare a divertirsi e a improvvisare in cucina. Chi quest’esperienza ce l’ha partirebbe dall’alternanza tra morbido e duro: non solo le consistenze vanno alternate, ma anche i gusti, badando di non scegliere un ingrediente il cui gusto nasconda tutti gli altri.

Le castagne possono essere utilizzate nell’impasto, sbriciolate come si fa con biscotti, pinoli o altro. Possono diventare una purea, da utilizzare da sola o insieme ad altri ingredienti, dalla panna al mascarpone, passando per lo yogurt. Possono essere tagliate a pezzettini e usata nell’impasto, sia in quelli morbidi che in quelli più duri. Basta lasciarsi guidare dai sapori e lasciare che la castagna stessa faccia il suo lavoro.

Caldarroste e bambini, renderle appetibili

Le castagne sono un frutto molto amato dai bambini, ma questo non accade sempre. E allora questi consigli potrebbero esservi utili.

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I bambini e il cibo a volte hanno un rapporto conflittuale. Anzi, è meglio dire che i bambini e il cibo sano hanno un rapporto conflittuale. Sì, come in tutti i Paesi ricchi e occidentali abbiamo un problema di alimentazione. Per questo dobbiamo tornare alla genuinità, alle tradizioni che appartengono alla nostra Italia e al cibo a chilometro zero o quanto meno autoctono. Questo per noi significa una parola: castagne o ancora meglio caldarroste.

Le castagne sono un frutto dolce ma non troppo, per cui a molti bambini piacciono, ma come fare per farle piacere anche agli altri, dato che contengono delle proprietà nutrizionali importanti per l’alimentazione a tutte le età? Una soluzione consiste nel creare un rituale. Creare un rituale per i bambini è qualcosa a metà tra un gioco e un’abitudine. La pulizia delle caldarroste, per esempio, è un perfetto rituale. Si sbucciano le caldarroste con le mani, le dita diventano nere, si tengono tra le mani i frutti cotti: una vera e propria poesia.

Per quelli che preferiscono sapori più dolci, ci sono delle soluzioni, come per esempio, aggiungere delle caldarroste a una coppetta di crema pasticciera fatta in casa – che tra l’altro è perfetta per somministrare le uova ai bimbi senza che se ne accorgano. Ma anche panna, caramello, crema di nocciole possono assolvere a una funzione addolcente. Ma non bisogna esagerare con gli zuccheri, che sono degli eccitanti per i più piccoli.